Il grande imbroglio della spa
Un debito mai estinto e un credito mai rivendicato. Chi tutela i cittadini?
LA RICOSTRUZIONE cronologica del caso è ineccepibile e prende le mosse dal passaggio da tassa a tariffa. Correva l’anno 2006 e dal 30 maggio, con decorrenza retroattiva a partire dall’1 gennaio, allo scopo di ottenere un pareggio di bilancio altrimenti irraggiungibile il Comune di Latina si «liberava» dell’onere delle spese relative alla gestione del ciclo dei rifiuti trasferendo interamente sui cittadini quel peso. Nessuna forzatura, per carità, è la legge che impone quel passaggio.
Ma a metà anno, il trauma del nuovo corso mette in difficoltà la società Latina Ambiente, di cui il Comune di Latina detiene il 51 per cento del pacchetto azionario.
E Piazza del Popolo parte per il salvataggio, sotto forma di un prestito-anticipazione a copertura degli oneri sostenuti per il periodo gennaio-maggio. Un aiuto pari a 6 milioni 148.199 euro, deliberato il 4 agosto. La somma, recita la deliberazione, verrà restituita da Latina Ambiente entro la data del 31 dicembre 2006 senza interessi, e in caso di ritardo, dall’1 gennaio 2007 in dieci comode rate con interessi calcolati al tasso legale.
Accordi a parte, Latina Ambiente non ha mai rispettato i tempi fissati per la restituzione del debito, ma quel che è più vistoso, il Comune non ha mai reclamato quel denaro. Salvotornare in soccorso della società mista nel dicembre 2007, quando l’amministrazione municipale decide di accogliere una nuova richiesta di aiuto di Latina Ambiente e acconsentire ad un piano di rientro spalmato su un periodo di 48 mesi.
Erano i giorni della minaccia di licenziamento di qualche decina di precari in servizio permanente nella spa dei rifiuti, e incombeva il Natale. Per dimostrare al mondo che anche un Comune sa essere buono, il 21 dicembre 2007 il Consiglio comunale vota un ordine del giorno che prevede la sospensione dell’efficacia del credito vantato dall’amministrazione verso la spa Latina Ambiente, e di sospendere al contempo l’efficacia dei crediti vantati dalla Latina Ambiente nei confronti del Comune di Latina.
Veniva così spianata la strada alla delibera di Giunta del 28 febbraio scorso, con la quale si stabilisce che si procederà al recupero del credito di 6 milioni di euro attraverso operazioni di compensazione con i debiti del Comune verso Latina Ambiente.
Insomma, l’amministrazione municipale e la spa si trattano come vecchi e buoni amici e risolvono le loro questioni con una stretta di mano.
Non sappiamo cosa abbiano detto, semmai siano stati interpellati, i Revisori dei conti. E non sappiamo nemmeno che valore giuridico possa essere attribuito ad un ordine del giorno del Consiglio comunale, visto che la Giunta ne ha fatto il pilastro su cui si regge la deliberazione n.102 del 2008.
Un provvedimentoche oltre che ripianare in maniera inconsueta un debito monumentale come quello che vede esposta Latina Ambiente nei confronti del Comune di Latina, introduce anche il singolare principio secondo cui l’amministrazione municipale si farà carico di ogni eventuale insolvenza purché sia dimostrato che il soggetto gestore (Latina Ambiente) abbia effettuato e perseguito tutte le attività necessarie al perseguimento degli obiettivi tariffari. E come procederà il Comune per ovviare ad eventuali insolvenze? Mediante conguaglio tariffario.
Questa storia è interamente ricostruita in un dettagliato dossier a cura del Dipartimento Tutela Sociale del gruppo consiliare de La Destra, dove gli autori non rinunciano ad una serie di considerazioni:
- perché il Comune ha deciso in maniera unilaterale, senza esplicita e formale richiesta della spa Latina Ambiente, di procedere al recupero di un credito certo ed esigibile attraverso un sistema di compensazioni con debiti soltanto presunti e mai quantificati?
- perché Latina Ambiente, se aveva problemi di liquidità, non si è rivolta ad una banca e non ha nemmeno chiesto l’intervento dei soci?- perché la parte pubblica dei componenti del Cda di Latina Ambiente non si adopera per rideterminare una condizione di parità tra i soci?
- perché il Comune di Latina si comporta in un modo che non sembra orientato alla tutela dell’interesse pubblico?
Secondo il gruppo consiliare de La Destra la delibera del 28 febbraio scorso deve essere immediatamente revocata allo scopo di tutelare gli interessi della pubblica amministrazione.
E per quanto riguarda il debito di circa 6 milioni di euro verso il Comune, l’unica soluzione è quella di ristabilire una condizione di parità tra i soci della spa.
Come? La parte privata che detiene il 49 per cento delle quote dovrebbe finanziare Latina Ambiente per un importo di 2 milioni 875.040 euro, e Latina Ambiente dovrebbe immediatamente restituire al Comune di Latina l’importo di 2 milioni 874.040 euro, oltre gli interessi maturati. Il che non significherebbe aver estinto il debito, ma semplicemente aver suddiviso in maniera equa e proporzionale tra i soci il debito di 5 milioni 867.429 euro. Che andrà comunque restituito.
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