UGL Roma e Lazio
DOSSIER COMPENSI
I compensi degli amministratori esecutivi
delle aziende della holding Comune di Roma
Roma 21 luglio 2008
UGL LANCIA L’OPERAZIONE TRASPARENZA
L’8 luglio scorso, al Tavolo di concertazione del Comune di Roma con le parti sociali, l’UGL ha posto al Sindaco Alemanno la questione dei compensi degli amministratori delle società capitoline.
Secondo il Segretario Generale di Roma e Lazio della UGL, Luca Malcotti, “nel momento in cui il Sindaco rappresenta una situazione così drammatica delle finanze comunali e, soprattutto, mentre vi sono aziende partecipate dal Comune di Roma che ritardano a pagare gli stipendi, è immorale che vi siano dirigenti delle stesse aziende che guadagnano cifre abnormi. Chiediamo un’operazione trasparenza su queste retribuzioni ed anche sulla vicenda che ha visto, negli ultimi tempi, molti Amministratori Delegati delle aziende, di nomina del Sindaco, farsi assumere come Dirigenti a tempo indeterminato sommando così le due retribuzioni.”
A quindici giorni di distanza l’UGL rivela le vere retribuzioni di questi manager e chiede al Sindaco Alemanno un intervento immediato. Tutti i dati pubblicati provengono dai bilanci ufficiali delle società.
Le norme di riferimento
La Finanziaria 2007, in nome del rigore e della trasparenza, ha stabilito che i compensi dei manager delle aziende partecipate dagli enti locali dovessero essere resi pubblici, che fossero rapportati alla indennità del Sindaco (per i membri dei CdA), che eventuali premi di risultato fossero concessi solo in caso di aziende in utile e di risultati misurabili ed oggettivi in qualità dei servizi resi alla cittadinanza. La Giunta Veltroni, prontamente, delibera in questo senso il 23 maggio 2007 (del. GC n. 215) stabilendo una fitta serie di norme che, in buona sostanza, stabiliscono che gli amministratori esecutivi (presidenti, amministratori delegati ed amministratori unici) possano percepire le indennità di risultato solo se la società ha generato utili e solo in base al raggiungimento di specifici risultati: il 40% del premio alla crescita del MOL (margine operativo lordo), il 50% al miglioramento di indicatori di buona gestione aziendale, il 10% al miglioramento di un indicatore della qualità erogata. La delibera stabilisce inoltre che il principio di ancorare i premi ai risultati vale anche per i Dirigenti delle società, che nel caso un AD divenga lavoratore subordinato, il suo contratto dovrà essere a tempo determinato fino alla scadenza del suo mandato come AD.
Peccato che non sia andata così: nessuna delle società in questione (ad eccezione di Metro ed Acea) ha prodotto utili, tutte le società hanno problemi di bilancio e sono sotto gli occhi di tutti i problemi di gestione ed efficienza delle aziende. Ciò nonostante i compensi relativi ai risultati sono stati erogati ugualmente.
Gli Amministratori diventano dirigenti
Negli ultimi anni si sono inoltre moltiplicati gli Amministratori esecutivi che hanno ottenuto dalle rispettive aziende anche un contratto da Dirigente, in qualche caso a tempo indeterminato. Peraltro se può avere un senso inquadrare un amministratore delegato come dirigente è oggettivamente meno presentabile che ciò avvenga per i Presidenti, carica più politica. Tra coloro che hanno spuntato un contratto da Dirigente vi sono Fulvio Vento e Gioacchino Gabbuti (Presidente e Amministratore Delegato di ATAC), Angelo Marinetti (AD di Atac Patrimoni), Federico Bortoli (AD di Roma Metropolitane), Stefano Bianchi e Roberto Cavaliere (Presidente e AD di Metro), Enzo Proietti (AD di RxR), Albino Ruberti (AD di Zetema) ed, infine, Andrea Ferri che all’inizio del 2008 è passato da amministratore unico a AD e dirigente interno.
I compensi
Ma quanto guadagnano? Il caso più eclatante è senz’altro quello di Gioacchino Gabbuti. Non solo egli è divenuto AD di ATAC con un contratto a tempo indeterminato, ma percepisce la ragguardevole somma di 604.005 euro l’anno, più 16.594 euro di benefici non monetari. Di questa somma 99.750 euro sono stati percepiti a titolo di indennità di risultato nonostante Atac certamente non abbia prodotto utili. Per dare un’idea il dottor Gabbuti guadagna quanto 3 deputati, quanto 2,5 giudici della Corte Costituzionale, quanto 8 Dirigenti apicali del Comune e più di una trentina di autisti che guidano i suoi autobus. Inoltre la delibera 215 stabiliva che da quel momento in poi non era più possibile assumere a tempo indeterminato un amministratore esecutivo. Gabbati, che si trovava da prima in questa situazione ovviamente non ha sentito il dovere di adeguarsi.
Sono significativi anche i compensi dei vertici di ACEA (l’AD Andrea Mangoni con 670.000 euro l’anno ed il Presidente Fabiano Fabiani con 407.000 euro l’anno) ma si possono mettere a parte in quanto si tratta di un’azienda particolarmente grande, quotata in borsa e che distribuisce dividendi.
Lasciano più perplessi il compenso del Presidente di Atac Fulvio Vento (350.755 euro), quello di Angelo Marinetti (AD ATAC Patrimonio) con 181.253 euro, Raffaele Morese (Presidente Trambus) con 185.098 euro, di Stefano Bianchi (presidente Metro) con 114.790 euro, di Vincenzo Puro (Pres di RxR) con 123.013 euro ed Enzo Proietti (AD RxR) con 190.000 euro. C’è poi il caso di Andrea Ferri (nel 2007 amministratore unico di Roma Entrate) che ha percepito 147.613 euro ma da febbraio 2008 è anche Amministratore Delegato e dirigente e dovrebbe toccare i 250.000 euro annui.
Rilevanti anche i compensi di alcuni AD quotati come Federico Bortoli (Roma Metropolitane) con 479.913 euro e Roberto Cavalieri (AD Metro) con 274.171 euro.
Seguono Giovanni Hermanin e Biagio Eramo (rispettivamente presidente e AD di AMA) con i loro 93.724 euro e 82.008 euro. Chiudono la classifica il presidente di Zetema Ivana della Portella con soli 75.000 euro e l’AD della stessa azienda Albino Ruberti con 120.000 euro.
Il costo totale
La somma totale che il Gruppo Comunale ha speso nel 2007 per amministratori esecutivi, consigli di amministrazione e collegi dei Sindaci porta alla ragguardevole cifra di euro 6.036.764,04.
Ovviamente si tratta solo delle società sotto elencate, ovvero quelle delle quali è stato possibile reperire i bilanci approvati. Mancano ancora moltissime società tra le quali Gemma spa, Assicurazioni di Roma, Multiservizi, Farmacap etc.
La finta pubblicizzazione dei compensi
Un’ultima considerazione riguarda la pubblicità dei compensi imposta dalla legge e dalle delibere comunali. Sul sito del Campidoglio fu pubblicato da Veltroni lo schema dei compensi. Purtroppo i compensi più eclatanti non ci sono e si è tentato di far credere che alcuni dirigenti e manager percepissero molto meno di quanto non fosse vero. Basti pensare per Vento e Gabbuti si scrive la cifra 0, salvo un asterisco che specifica che i due hanno una retribuzione come dirigenti della società che ovviamente non viene pubblicata. Per Bianchi e Cavalieri si pubblica il compenso di 12.500 e 25.000 euro, fatto salvo il solito asterisco. Anche Bortoli percepisce 25.000 euro più l’asterisco, mentre ne toccano solo 15.494 a Ruberti e 15.000 a Proietti.
Diversa la situazione per alcuni altri per i quali viene specificato che la cifra pubblicata potrebbe aumentare al raggiungimento degli obiettivi: così a Morese risultano 93.724 euro invece dei reali 185.000, a Puro risultano 82.008 euro invece di 123.000, a Fabiani 300.000 invece di 407.000, a Mangoni 200.000 invece di 670.000, a Ferri 82.008 invece che 147.613.
Resta da comprendere quali obiettivi queste società abbiano raggiunto mentre è chiaro quelli raggiunti dai loro manager.
Le richieste dell’UGL
L’UGL chiede al Sindaco di Roma una vera operazione trasparenza che porti a rivedere i compensi più abnormi, a legare davvero i compensi ai risultati delle aziende ma anche a verificare eventuali casi nei quali sia stato prodotto un danno erariale attraverso l’erogazione di compensi non dovuti.
UGL ROMA E LAZIO
per il dossier completo:
www.storace.it
domenica 3 agosto 2008
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